Uccelli di Legno

Un racconto di Aslı Erdoğan


La porta della stanza si aprì d’un tratto, una testa rossa si sporse all’interno. Si udì la voce affannata e impaziente di Dijana:
«Dai muoviti Felicita! Non possiamo aspettarti tutto il giorno! Alza quel culo dal letto. È dentro che sei morta ragazza mia, dentro!»
La porta si chiuse alla velocità con la quale si era aperta; l’odore di disinfettante del corridoio dell’ospedale, la voce acuta e lo spirito bruciante per quanto superficiale di Dijana rimasero fuori.