Mia unica patria, la lingua

Le brillano gli occhi quando le dico “Questo mondo è anche il nostro!”, e con una voce mite e nello stesso tempo ribelle mi dice “Che bella frase. Si, è anche nostro questo mondo!” Nei suoi 50 anni di vita si è sempre sentita estranea, anche nel suo paese di origine, la Turchia, e anche nel mondo della letteratura. Solo in carcere dice di non essersi sentita da sola. E solo alla sua madre lingua si sente legata. Aslı Erdoğan ha passato più di quattro mesi in carcere nel 2016, con l’accusa di “fare propaganda terroristica” per aver fatto parte del comitato consultivo di “Özgür Gündem”, il giornale filocurdo chiuso su ordine del tribunale ad agosto 2016. 

http://www.gliasinirivista.org/mia-unica-patria-la-lingua/

Asli Erdogan: “Il carcere ti succhia l’anima, ora non riesco più a scrivere”

La galera, Dante, la sua Turchia. Stasera la scrittrice è al Festival Adriatico Mediterraneo di Ancona, dove riceve il ” Premio 2017 per il suo impegno per la libertà di parola e i diritti civili in Turchia”. E alle 18.30 dialoga con Marco Ansaldo alla Loggia dei Mercanti

http://www.repubblica.it/cultura/2017/10/26/news/asli_erdogan_il_carcere_ti_succhia_l_anima_ora_non_riesco_piu_a_scrivere_-179375342/

Asli Erdogan, la giornalista e scrittrice turca non potrà ritirare il premio Remarque

La scrittrice turca Asli Erdogan non potrà ritirare il premio Erich Maria Remarque, assegnatole per i suoi scritti sui recenti sviluppi culturali e politici in Turchia. Le sarebbe dovuto essere consegnato il 22 settembre prossimo nella città di Osnabruck in Germania, ma le autorità turche non le hanno ancora restituito il passaporto.

http://www.ilmanifesto.it/asli-erdogan-la-giornalista-e-scrittrice-turca-non-potra-ritirare-il-premio-remarque/