“Non tornerò in Turchia, sarebbe un suicidio”. Intervista a Asli Erdoğan, la scrittrice turca che rischia l’ergastolo

La scrittrice e pubblicista turca Asli Erdoğan è stata insignita, il 21 marzo 2019 a Trieste, dell’International Award “Trieste, diritto di dialogo”. La giuria, presieduta da Gabriella Valera, ha inteso assegnarle il riconoscimento per il suo impegno civile in difesa dei diritti della persona, in particolare delle donne e delle minoranze etniche, della libertà nelle opinioni politiche e nel pensiero, per l’impegno per l’abolizione della tortura nelle carceri e contro la violenza di ogni genere. 

http://www.articolo21.org/2019/03/non-tornero-in-turchia-sarebbe-un-suicidio-intervista-a-asli-erdogan-la-scrittrice-turca-che-rischia-lergastolo/

Mia unica patria, la lingua

Le brillano gli occhi quando le dico “Questo mondo è anche il nostro!”, e con una voce mite e nello stesso tempo ribelle mi dice “Che bella frase. Si, è anche nostro questo mondo!” Nei suoi 50 anni di vita si è sempre sentita estranea, anche nel suo paese di origine, la Turchia, e anche nel mondo della letteratura. Solo in carcere dice di non essersi sentita da sola. E solo alla sua madre lingua si sente legata. Aslı Erdoğan ha passato più di quattro mesi in carcere nel 2016, con l’accusa di “fare propaganda terroristica” per aver fatto parte del comitato consultivo di “Özgür Gündem”, il giornale filocurdo chiuso su ordine del tribunale ad agosto 2016. 

http://www.gliasinirivista.org/mia-unica-patria-la-lingua/

Asli Erdogan: “Il carcere ti succhia l’anima, ora non riesco più a scrivere”

La galera, Dante, la sua Turchia. Stasera la scrittrice è al Festival Adriatico Mediterraneo di Ancona, dove riceve il ” Premio 2017 per il suo impegno per la libertà di parola e i diritti civili in Turchia”. E alle 18.30 dialoga con Marco Ansaldo alla Loggia dei Mercanti

http://www.repubblica.it/cultura/2017/10/26/news/asli_erdogan_il_carcere_ti_succhia_l_anima_ora_non_riesco_piu_a_scrivere_-179375342/